Pasquale Paoli – Ghjuvan Paulu Borghetti

Ghjuvan Paulu Borghetti, scrittore corsu in lingua taliana hà cumpostu in lu 1869 pà u centinariu di a disfatta di Ponte Novu, un’affrescu pueticu chjamatu Pasquale Paoli. Cumpostu di quatordici canti è publicatu in parechje volte in lu settimanale bastiacciu « Phare de la Corse » stu puema hè un’umaggiu à i cumbattanti frà di quelli, u so babbone ch’hè statu feritu.
Vi prupunimu di scopre u XIesimu cantu di st’opara maiòri.

Pasquale Paoli

IX.
Infelice Patria mia,
Che far libera pensai
Dall’infame tirannia,
Dal furor dello stranier ;
Vano fu quanto io sperai
Nel mio sogno lusinghier !

O miei Còrsi, eletti figli,
D’una stirpe sì preclara,
Noi piornbammo negli artigli
Della ignobil servitù ;
Quella Patria noi sì cara,
O fratelli ! non è più.

Perchè a noi restò la vita
Nel furor della tempeste ?
Oh ! beati, a cui rapita
Fu sul campo dell’onor !
Il destino che ci resta
E destino di dolor.

O sepolcri immacolati
De’miei padri gloriosi,
Deh ! non siate profanati
Dall’altero vincitor !
Né di questi dì nembosi
Giunga fama al vostro cor.

Io vi lascio, o patrii monti,
Verdi colli, e piagge apriche,
O ruscelli e chiai fonti,
Che sì belli il cielo fè,
Io vi lascio, o valli amiche,
Qui più asil par me non è.

O vi lascio : i giorrni miei
Son dannati a crudo esiglio;
Ma fra voi che far potrei
Senza Patria e libertà ?
Ma obliar ch’io vi son figlio
La mia mente non potrà.

O miei Còrsi , o miei fratelli,
Che in battaglia io m’ebbi al fianco,
Se un dì fia che ancore favelli
La sperenza al vostro cuor,
Sebben domo, oppresso e stanco
Dall’esiglio a dal dolor,

Volerò como saetta
Quando il nembo si avvicina :
Questa povera negletta
Che la Patria si chiamò,
Dalla sua fatal ruina
Sollevar ritenterò

Voi frattanto il fronte altero
Non curvate a dura sorte ;
Sempre abbiate nel pensiero
La perduta libertà.
Il suo riso vi conforte
Nei rigor di questa età.

Se alla sponda dell’esiglio,
Ove spinto io son dal fato,
Alla morte io chiudo il ciglio,
O fratelli del mio cuor,
Ove spento, ove fui nato
Rammentate, o cari, allor.

Un avello i questa terra
Non mi nieghi il vostro affetto !
Dopo tanta umana guerra
Trovi pace il moi dolor,
La mia polve abbia ricetto
Sovra i colli in gembro ai fior.

Paoli disse : e sovra amico
Pino, corre ad altra sponda.
Dal furor dell’inimico
Che la Patria debellò,
Ei s’invola : -placid’onda
Fra i Britanni il transportò.

Ghjuvan Paulu Borghetti

 

Creditu ritratu : la-corse.org

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